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Il 22 novembre 2021 il quotidiano La Sicilia di Catania ha pubblicato l'intervento del prof. Pieremilio Vasta, coordinatore regionale della Rete Civica della Salute, a commento dell'editoriale a firma del direttore Antonello Piraneo dello scorso 7 novembre. 

Gentile Direttore,
Il Suo editoriale Dietro il “Primato” di Catania è un coraggioso gesto d’amore per la Città. Ricordo mia Mamma che diceva “Chi ti vuol bene ti fa piangere, chi ti vuol male ti fa ridere”, una filosofia pedagogica rovinosamente desueta. Consunta dal succedaneo profetare il paese dei balocchi, “Cchiù pilu pè tutti” confacente alla spittizza richiamata. Queste norme di vita risalgono alla fonte del disastroso mantra domestico “Fatti i fatti tuoi”. Quindi fuori di casa è di nessuno invece che bene comune. La colpa delle conseguenze che sono davanti agli occhi è sempre degli altri. A cui solo spetta il cambiamento, così “campa cavallo”. Ci sta anche questo nel glossario.

Gli interrogativi che Lei pone sulla disperante condizione di degrado civile e le condivisibili risposte severe, senza indugio a blandizie ipocrite, devono smuovere la coscienza civile a sostenere questa generosa risolutezza di dire le cose come stanno “…si specchiano per esempio nella voluta e insistita incapacità di adeguarsi alla raccolta differenziata, di rispettare gli spazi comuni, con la sosta in doppia e terza fila come stile di vita” ecc. ecc. . Questi interrogativi convocano a solidarizzare col coraggio di guardare in faccia la realtà, denunciarla e richiamare alla responsabilità l’intera classe dirigente della Città, che non è solo politica malata ed istituzioni inadeguate bensì quella che Lei ricorda “borghesia illuminata” e che invita ad uscire dalla timidezza. Vorrei dire più esplicitamente dai propri interessi individuali e corporativi. Un modo di essere che denota soprattutto stoltezza nello stato d’ingravescente sottosviluppo e diseguaglianze.

Mi auguro che la Sua benefica sferzata provochi un dibattito pubblico con numerosi riscontri e disponibilità a mettersi in campo di uomini delle istituzioni e dei corpi sociali catanesi. Promuova tra questi, spero tanti, un confronto innovativo che superi l’individualismo narciso e sospinga verso un impegno corale e sinergico di alfabetizzazione civica per evolvere il servaggio furbesco a cittadinanza responsabile. Una bonifica della maleducazione dovunque e diuturna, un risanamento cui non possono ormai riuscire da sole famiglia e scuola che, peggio, non si aiutano più tra loro. Necessitano testimonianze di buon andamento dovunque: nei luoghi dei servizi pubblici con migliore esempio di comportamento degli operatori, nei luoghi dello sport, nelle carceri per effettiva rieducazione, nella galassia della formazione professionale e della riqualificazione specialistica della pubblica sicurezza, nelle fucine dell’informazione e comunicazione. In tutte queste aree di socializzazione occorre l’intervento doveroso delle rispettive governance che dovrebbero assumere la responsabilità d’indirizzo e vigilanza sulla cultura della condotta nell’esercizio delle funzioni pubbliche.

C’è bisogno di fare rete tra menti socialmente generose che assumano ed attuino l’esortazione di Gesualdo Bufalino: serve un esercito di Maestri elementari.

È tempo, per tutta la Sicilia, di prestare maggiore attenzione all’Art. 118 della Costituzione Italiana “Stato, Regioni, Province, Città Metropolitane e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio della sussidiarietà”.

È il momento della Sussidiarietà circolare, il “subsidium” dei cittadini che si assumano la responsabilità civica di sostenere le politiche pubbliche sui beni comuni: salute, ambiente, cultura.

A breve verrà alla luce un Accordo tra la Rete Civica della Salute e l’Ufficio Scolastico Regionale per la realizzazione di un sistema di sviluppo partecipato di percorsi di sensibilizzazione nell’ambito dell’Insegnamento trasversale di Educazione Civica rivolti alla popolazione studentesca degli istituti scolastici della Sicilia. Le risorse economiche ingenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, oltre che per l’inadeguatezza della Pubblica Amministrazione locale, non possono raggiungere gli obiettivi di sviluppo integrale senza un nuovo senso del dovere e responsabilità dei singoli cittadini verso la Comunità, della responsabilità sociale d’impresa e dell’etica pubblica nazionale. Le Istituzioni da sole non bastano. Serve appunto sussidiarietà: stato, mercato, società civile paritariamente cooperano per il Bene Comune. Innanzitutto sull’Educazione Civica. Valori come solidarietà e reciprocità relegati nella sfera privata, ed anche qui insteriliti, vanno riportati, coltivati ed evoluti nella sfera pubblica, finalmente riconosciuta interesse generale.

Per questa alta finalità, programmata in azioni concrete, occorre la convergenza di tutte le positive energie individuali presenti nel volontariato sociale insieme alla facilitazione delle Istituzioni. Un impegno che per provare risultato non può che essere comune, cooperante, sinergico e concorde. Verifichi questa disponibilità, signor Direttore, quando singolarmente Le dicono che ha ragione.

Pieremilio Vasta
​Coordinatore Regionale Rete Civica Salute




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